Una delle leggendarie creazioni dei Bergelius fu il drago Keribes. Le sue grida stridule e i getti di fuco che fuoriuscivano dalla sua bocca infondevano paura negli abitanti. Insieme alla sua schiera di seguaci, formata da demoni dotati di ali nere, egli disseminava terrore in tutta la regione, uccidendo chiunque non fosse riuscito a nascondersi in tempo. Gli insediamenti furono rasi a suolo: solo le isolate nuvole di fumo orientate verso il cielo grigio e privo di nubi testimoniavano una precedente esistenza di vita. Gran parte di Andaron fu risparmiata dalla disgrazia. Per questo molti profughi scacciati dalla loro terra decisero di stabilirvisi.
Ad Andaron giunsero complessivamente tre ondate di profughi. Fiumi di senza patria attraversarono l'oceano con rudimentali barche e a nuoto e, dopo un tormentato viaggio, essi approdarono sul continente. Ad Arianrod, laddove ora si trova il cosiddetto Reliquiario dei Morti, essi seppellirono coloro che morirono prima di raggiungere la riva della salvezza. Nel corso del tempo si formarono quattro Clan. Da questo momento i sopravvissuti del popolo indigeno che non si erano convertiti al lato oscuro vennero chiamati clan Mu. Gli elfi si trasformarono in creature prive di corpo ed attraversarono l'oceano fluttuando ed immergendosi. Essi diedero vita al clan Bon Tuna: rimanendo molto legati alle tradizioni, essi rifiutarono qualsiasi tipo di cambiamento. Formando una luccicante catena, uno sciame di fate svolazzò ad Andaron e vi fondò il clan Mirhur. Creature estremamente piccole e gentili, le fate si difendevano in modo decisamente abile utilizzando la magia ed una spiccata intelligenza. Circa duecento anni dopo, i felini si unirono al clan Mirhur fondato dalle fate, con le quali conducevano una serena convivenza, basata su un vero rapporto di amicizia. Con l'ultima ondata migratoria giunsero gli umani che, a causa della loro breve speranza di vita, avevano sviluppato un'enorme ambizione ed una leggendaria capacità di adattamento. Essi erano membri del clan Parholn. All'inizio i quattro clan vivevano in modo pacifico, confinati in zone ben delimitate. I Rahu, che vivevano in disparte sull'isola Britron, non facevano parte di questa comunità.
Insormontabili differenze culturali e stili di vita incompatibili portarono nuovamente ad uno stato di disarmonia, fino a quando i continui conflitti sfociarono in una terribile guerra. Tuttavia, questo stato di malcontento non durò a lungo: ben presto i clan capirono che la sopravvivenza sarebbe stata possibile solo in una prospettiva di collaborazione. Proprio questa consapevolezza rappresentò la base per una pacifica ed armonica convivenza. Da questo momento i clan iniziarono a condividere il loro sapere e a sostenersi reciprocamente.
Gli otto Dei protettori si recarono immediatamente da Leya e la svegliarono. Terminata la faticosa creazione di Andaron, la Dea si era infatti abbandonata ad un sonno profondo: una volta sveglia non poté far altro che constatare con grande dolore cosa fosse successo a quello che un tempo era il suo meraviglioso capolavoro. La Dea inviò i suoi otto protettori ad Andaron per fare chiarezza sulla situazione. Per prima cosa, essi si impossessarono della spada Krawendyn di Bergelius e la distrussero. In un secondo momento, gli Dei protettori entrarono nel continente e, mossi dalla forza della luce e dell'armonia, posero fine alla guerra dei traditori, curarono i feriti e prestarono il loro sostegno al popolo, aiutandolo a credere nel Bene.
Poco tempo dopo i Rahu perpetrarono un secondo attacco. Ancora una volta essi invasero brutalmente il continente e distrussero intere regioni. Dopo spietate battaglie, condotte contro qualsiasi morale e ragione, gli Dei protettori intervennero ed invocarono una marea talmente violenta, che il suo passaggio lasciò a malapena qualche traccia di civilizzazione. La popolazione sopravvissuta divenne nomade e per lungo tempo girovagò per tutto il continente senza alcuna meta. Il numero degli abitanti pian piano tornò a crescere, ma essi dovettero combattere duramente per avere la meglio sulle schiere di mostri che a loro volta si stavano moltiplicando.
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