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sabato 3 dicembre 2011

6.00 Koloth - La nube oscura

New Bajor – Pian del Sole – 11 Settembre 2390 ore 18:00

“Nalas non tirare sempre forte, che non la prendo!!!” La voce lamentosa della piccola Jaxa rivolta al fratello evidenziava la sua insofferenza per quel gioco, che ormai faceva divertire solo il fratello più grande.

“Non è colpa mia se non sei tanto brava ed ora vai a prendere la palla, prima che faccia troppo buio, tra poco dobbiamo tornare a casa” Il fare canzonatorio di Nelas, talvolta, riusciva a far calmare la sorellina.

“Ma non la vedo e non voglio andare tra le sterpaglie, ho paura di farmi male”

“Jaxa sono poche decine di metri, cosa vuoi che ti possa succedere? La palla è andata lì poco più avanti dove ci sono quegli alberi, poi ormai sei grande per avere paura delle ombre”

La risata di Nelas non faceva che aumentare la rabbia di Jaxa, che ferita nell’orgoglio iniziò ad incamminarsi nella direzione indicata dal fratello.

“La prossima volta non gioco più con te, sei sempre prepotente”

“Non è vero!!! La prossima volta scegli tu il gioco, Jaxa”

Jaxa giunta nella zona indicata scomparve dalla visuale del fratello coperta dagli alberi circostanti.

“Ahhh!”

L’urlo di Jaxa, accompagnato dal rumore causato da un vicino smottamento del terreno, fece correre forsennatamente Nelas verso la zona dove si era diretta la sorellina.

“Jaxa!!! Rispondimi, dove sei?” La voce preoccupata di Nelas risuonava nella cavità che si era aperta nella zona nascosta degli alberi e solo un lontano mugolio lamentoso gli dava qualche speranza.

“Jaxa,  non farmi preoccupare, sai che ti voglio bene” lentamente Nelas iniziò a scendere lungo la cava seguendo quelle che sembravano scale ripide ed allo stesso tempo chiamava la sorella con voce calda sperando in questo modo di tranquillizzarla e di nascondere la sua paura.

“Jaxa sto arrivando”

“Nelas, mi fa male” piangeva Jaxa sentendo ora la voce del fratello più vicino.

“Dove sei? Non riesco a vederti” Nelas tastava la parete cercando di trovare un qualcosa per illuminare quell’antro buio.
La parete rocciosa iniziava a lasciare il posto ad una struttura metallica, la cui superficie sembrava sempre più complessa.

“Jaxa ci sono quasi” ormai i pianti della sorella risultavano vicini per Nelas “non piangere, che sta tutto per passare”

Lentamente la cava iniziava ad illuminarsi e degli strani suoni cominciavano a diffondersi.

“Nelas ho paura, cosa succede?” La voce tremula di Jaxa non sembrava quietarsi, nemmeno all’abbraccio di Nelas, che era riuscito a raggiungere la sorella.

I suoni sembravano divenire sempre più distinti, ma ignoti ai due bambini.

Breyet’I loxKardasia” [n.d.r. Uccidere per Cardassia]

Improvvisamente l’aria della cava iniziò a divenire più pesante, facendo tossire sempre con maggiore frequenza i fratellini.

“Nelas, ho paura … coff … coff … mi bruciano gli occhi” si lamentava Jaxa piangendo.

“Non preoccuparti ci sono io con te, ce la fai ad alzarti?”

“No!!!” piangendo sempre più

“Non preoccuparti lascia fare a me” Nelas si chinò in modo da consentire alla sorellina di salire a cavalcioni “lascia fare al tuo fratellone” simulando un sorriso rassicurante e cercando di non tossire troppo.

Nelas con difficoltà riuscì ad uscire dal nascondiglio, fortunatamente il fisico minuto di Jaxa non era eccessivo per lui, ed iniziò a muoversi nel limite delle sue capacità tornando verso casa.

Dal terreno circostante iniziò ad alzarsi in cielo una nube gassosa.


Altrove – Ordine Ossidiano – 19 Ottobre 2390 ore 20:00

Delle ombre si muovevano silenziosamente, mentre le luci delle console si accendevano lasciando che i dati provenienti dal confine bajoriano fossero analizzati.

“Varaxian LM-7H, qualcuno lo ha attivato Codrad” la voce di Hakalan seppur ferma, non nascondeva un certo divertimento.

Una luce fioca faceva intravedere le protuberanze ossee di Codrad.

“Non sarebbe dovuto accadere, soprattutto ora che siamo ancora deboli! Attiva la rete e fa in modo che Hadar e Rogen ci tengano informati sugli sviluppi della vicenda, non dobbiamo avere problemi con la Flotta Stellare e non devono risalire a noi”


New Bajor – Agglomerato urbano uno – 11 Settembre 2390 ore 21:00

“Ren corri!!!” La urla di spavento di Laren allarmarono Ren.

“Cosa succede!” Ren era accorso subito dalla moglie raggiungendola nella camera dei bambini

“Tocca la loro fronte e senti cosa dicono” Laren era inginocchiata vicino al letto di Jaxa

Jaxa e Nelas giacevano supini nei loro letti, i loro corpi sudati erano scossi da leggeri tremori e continuavano a ripete parole sconnesse.

Breyet’I loxKardasia” [n.d.r. Uccidere per Cardassia] … “la mano scura … ci prende … scappa Jaxa” …. “Nelas non lasciarmi”

“Portiamoli subito all’Ospedale” Ren senza perdere tempo aveva avvolto il colpo di Nelas tra le coperte correndo verso la Hovercar, seguito da Laren, che teneva stretta la piccola JAxa.

“Cosa hai?” chiese Ren a Laren, sentendola tossire.

“Nulla … coff … coff”


Deep Space 16 Gamma – Ristorante Klingon – 19 Ottobre 2390 ore 20:30

Tara continuava a parlare ininterrottamente, anche per Koloth risultava difficile mantenere il suo broncio e la sua durezza, quando era in sua compagnia.
Ormai da alcuni mesi erano soliti uscire insieme, per loro era diventata una consuetudine terminare il turno di lavoro in mensa o in altro posto dove sedersi e discutere, talvolta, da soli o in compagnia di altri membri dell’equipaggio.
Spesso Koloth si ritrovava a pensare *Come diavolo è riuscita ad irretirmi; nessun legame con altri membri dell’equipaggio”, ma alla fine era diventato quasi indispensabile ed anche a Tara sembrava piacere la cosa.
Gli argomenti iniziali della sola sfera lavorativa erano stati ampliati sino al personale, anche se in realtà era Tara a raccontargli tutto di lei, la sua vita, le sue passioni e le sue sofferenze per la perdita della madre e del fratello; in quella circostanza, nel sentire la sua storia, mai avrebbe immaginato di trovarsi ad allungare la sua mano su quella di lei, come a volerle trasmettere i suoi pensieri *conosco quel dolore e, se vuoi, puoi appoggiarti a me*, ma lei aveva in se stessa sia il calore della razza umana sia la forza interiore della razza klingon.

“Allora, vuoi rispondermi?” Tara si era fermata attendendo la risposta di Koloth.

“ehm … dicevi” emettendo un suono gutturale simile ad un grugnito di disappunto.

“Certe volte ho la sensazione che non presti alcuna attenzione a quello che dico, preferendo concentrarti in quel piatto di gagh” Tara scuoteva il capo divertito “Ti stavo chiedendo, se oggi avevi intenzione di dirmi qualcosa di te o almeno come mai avevi deciso di trasferirti sulla Marconi”.

qaStaHvIS wej puq poHmey vav puqloDpu' puqloDpu'chaj je quvHa'moH vav quvHa'ghach” [n.d.r. Il disonore del padre disonora I suoi figli ed I loro figli per tre generazioni] Preso sovrapensiero non potè fare a meno di ripetere quella frase.

Tara per un istante si adombro, cercando di comprendere cosa nascondeva dentro di sé Koloth, era difficile fare breccia nel capo ingegnere, ma quelle sensazioni che aveva confidato ad Else alla fine non si erano dimostrate false, o almeno così sperava.

“Cosa vorresti dire?” mantenendo un tono pacato ma allo stesso tempo deciso

“Lascia perdere, la ricerca infinita di un padre” chiuse il discorso Koloth senza possibilità di replica.

L’atmosfera era diventata pesante e quella che sembrava essere la solita serata rilassata aveva preso una piega non desiderata da Tara.

Improvvisamente un suono iniziò a riempire la sala, alcuni degli avventori del ristorante si lasciarono trasportare dalla musica iniziando a danzare.

“Non vorrai mica passare tutto il tempo ad arrovellarti? Forza andiamo” Tara si era alzata, sperando che la musica portasse un po’ di colore sulla faccia del burbero klingon.

“Preferisco cose più impegnative, non certo queste cose da debolucci” grugnì con superiorità verso Tara.

“Cosa vorresti dire?” lo sguardo di Tara mentre proferiva quelle parole, fece ricordare a Koloth che la collega era un amante del ballo e per una volta avrebbe fatto meglio a restare in silenzio come suo solito.

“Pensi forse, che non possa tenerti testa in qualcosa di più impegnativo?” Il tono di Tara non ammetteva replica era una sfida a tutti gli effetti.

“be’pu” [n.d.r. femmine] alzandosi scuotendo il capo “allora seguimi se sei tanto convinta”
Il passo dei due era celere e deciso, una volta usciti dal ristorante della stazione si erano avvicinati al ponte ologrammi.

Entrando Koloth si era avvicinato all’arco caricando un programma olografico.

“Se proprio sicura?” volgendosi con aria di sfida verso la donna

“Dovresti aver capito che sulle questioni d’onore non torno mai sui miei passi” il tono di Tara non dava adito a dubbi, mentre pensava *è la volta buona che faccio capire a questo testone, come stanno le cose*

“Computer avviare il Programma Calistenico Klingon”

“Programma richiesto attivato, livelli di sicurezza minimi come da codice inserito Tenente Comandante Koloth” La voce priva di emozioni del computer confermava quanto impostato da Koloth, che si voltò per un istante verso Tara che non mostrava alcuna preoccupazione, mentre si materializzavano le armi bianche a loro disposizione.

“Quando lo riterrai opportuno potrai fermare il programma” disse Koloth facendosi beffe della collega.

Il fuoco negli occhi di Tara Keane fece capire in quell’istante a Koloth, che lei era un ufficiale della Flotta ed una klingon.


USS Marconi – Alloggi – 20 Ottobre 2390  ore 9:30

=/\= Talia a tutti gli ufficiali presentatevi entro 10 minuti in Sala Tattica. Talia Chiudo =/\=

L’alloggio era in uno stato di totale disordine, gli arredi erano stati spostati con violenza, sul pavimento giacevano sparsi disordinatamente i vestiti e due bicchieri che erano rotolati ai piedi del tavolino mostravano ancora le tracce del bloodwine.
L’unico rumore che si sentiva era il cadere delle gocce sul pavimento dalla bottiglia di bloodwine piegata sul tavolino.

In quello scenario, l’immagina di due figure umanoidi, le cui nudità erano celate da dalle lenzuola, stonava con tutto l’ambiente. L’abbraccio che li univa conciliava la dolcezza al calore della passione.

“Cosa diamine …” la comunicazione di Talia aveva fatto destare Koloth dal torpore e sentendo il corpo di lei accanto a lui, nella sua mente erano ritornati vivi i ricordi della sera precedente.
“Dobbiamo andare” Alzandosi dal letto cercando di celare con la sua rudezza quel gesto istintivo che l’aveva portato a muoversi con delicatezza per evitare di svegliarla bruscamente.

“Dove?” la voce di Tara non era ancora del tutto viva, voltandosi intorno si era resa conto che si trovava nell’alloggio di Koloth, vi era stato un attimo di smarrimento nel realizzare che forse, seppur desiderato, non avrebbe voluto spingersi fino a quel punto.

Koloth aveva quasi terminato di vestirsi e Tara aveva notato che istintivamente portava la mano al collo.

“Cosa ti è successo?” Cercando di riprendere il suo tono gioioso, ma allo stesso tempo pacato.

Il Capo ingegnere grugnendo si era voltato verso di lei mostrando i segni di un morso ricevuto, in quel momento Tara scoppiò a ridere, il vedere il volto burbero di lui ed allo stesso tempo quel suo imbarazzo l’aveva liberata di molte preoccupazioni.

“Credo che non passeremo inosservati” disse Tara osservando alcune parti del suo corpo segnate da graffi.

“Ricorda che dobbiamo parlare” le parole di Koloth rimbombarono nella mente di Tara

*perché per i maschi klingon deve essere sempre una questione d’onore e tutto serio” aveva compreso che Koloth tutto ciò non rappresentava un semplice episodio, ma cosa rappresentava per lei?


USS Marconi – Sala Tattica – 20 Ottobre 2390 ore 9:50

A Talia non piaceva attendere, soprattutto quando erano in gioco erano le vite di migliaia di persone.
Alla riunione mancavano ancora il suo Capo Operazioni ed il suo Capo Ingegnere, evento senza precedenti data la loro solita solerzia nel presentarsi.

Un sibilò indicò l’aprirsi delle porte.

“Spero che abbiate un buon motivo …” iniziò Talia con tono duro vedendo entrare i due ufficiali per poi fermarsi dopo averli osservati per un istante.
“Avremo altre occasioni per parlare, ora ci sono cose più importanti a cui pensare” chiuse il discorso e nello stesso istante realizzò che suo malgrado avrebbe dovuto accertarsi che l’efficienza dei due ufficiali non subisse dei bruschi cali.

“Sì, Signore” risposero i due, mostrando la loro solita sicurezza, mentre prendevano posto.

Al fianco di Talia Sivaak alzò il sopracciglio osservando i due.

“Kuwano ci illustri la situazione” l’attenzione di Talia si spostò sull’ufficiale medico e contemporaneamente Koloth non potè fare a meno  di apostrofarlo “il ghiacciolo” osservando Keiji.

Sin dal primo giorno i rapporti tra i due non erano stati dei migliori, Talia aveva subito messo in chiaro le cose con il Capo Ingegnere, che pur mostrandosi sempre rispettoso del ruolo che ricopriva Kuwano in quanto ufficiale della Flotta Stellare, non lo riteneva degno di stima; la sua freddezza non era passata in osservata ed il klingon non poteva fidarsi di qualcuno il cui sangue non bolliva di fronte alle avversità e che era disposto a sacrificarsi per gli altri membri dell’equipaggio.
Talia aveva anche analizzato con Sivaak eventuali missioni, che avrebbero potuto coinvolgere entrambi in modo da permettere loro di potersi fidare l’uno del l’altro, ma non si era mai presentata l’occasione giusta.

“… New Bajor non è mai stata turbata nella sua storia da epidemie, che abbiano coinvolto più del 20% della popolazione, ma ora sembra che ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo” Kowano continuava a presentare i dati relativi alla missione di cui erano stati allertati. Le sue conoscenze nell’ambito della genetica virale erano note, quanto la sua fama di essere uno dei migliori del campo, se non il migliore.

“La trasmissione sembra avvenga per via aerea con una mutazione in risposta a tutti i farmaci somministrati per contrastarla. Dai dati attualmente acquisiti sembrerebbe che sia una evoluzione del Varaxian LM-7H, un retrovirus mutagenico i cui effetti non erano mai stati osservati su forme umanoidi”

“Attualmente più del 60% della popolazione risulta essere in quarantena, le vittime registrate sono pari al 5% di coloro che hanno contratto il virus nella sua forma evoluta, fortunatamente sembra che vi siano ancora casi studiabili, che potrebbero consentire di individuare il suo ceppo primario, ma non vi sono ancora dati sufficienti per determinare il punto di partenza per lo studio di un vaccino”

Koloth interruppe la disamina di Kuwano “Come diavolo fai a parlare con tanta freddezza di possibili cavie!” la freddezza espositiva del collega e l’idea di un atto tanto vile quanto disonorevole fecero esplodere la rabbia di Koloth.

Una mano di Tara istintivamente si porto sul braccio di lui, mentre le parole e lo sguardo di Talia furono più efficaci di una batteria di phaser.
“Koloth devo ricordarle che oltre ad essere un klingon è un ufficiale della Flotta Stellare!” calmati gli ardori del klingon, il capitano si voltò vero Kuwano “Può continuare”.

Keiji senza scomporsi riprese la sua disamina “Abbiamo poco tempo a disposizione, ma dobbiamo ottimizzare i filtri teletrasporto della Marconi per impedire un eventuale propagarsi del virus sul vascello e con l’aiuto della sezione scientifica voltandosi verso Berthier, oltre che di quella ingegneria, passando questa volta il suo sguardo su Koloth senza dare alcun segno di rancore, elaborare soluzioni che ci consentano di scendere sul pianeta ed acquisire elementi che ci per salvare la popolazione” il riferimento alle vite umane non passò inosservato, ma Koloth continuava a nutrire dei dubbi.

La riunione continuò con l’analisi di tutti i dati che era stato possibile acquisire.

“Signori prepariamoci immediatamente alla partenza” disse Talia alzandosi “e mettetevi subito al lavoro, voltandosi verso Kuwano, Berthier, Keane e Koloth.

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