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sabato 3 dicembre 2011

5.08 Koloth - Le risposte del passato nel futuro

USS Marconi – Plancia – Ore 16:25

Tara stava analizzando la distribuzione di energia dei vari sistemi tramite la rete EPS del vascello ed aveva iniziato a selezionare le aree da cui sarebbe stato possibile interrompere l’apporto di energia dalla rete EPS. Le sue analisi, in quel breve intervallo di tempo, si erano estese anche a scenari catastrofici, che avrebbero potuto comportare l’eliminazione dei supporti vitali da alcuni ponti.

*Questo continuare a fidarmi, prima o poi, mi porterà di fronte alla Corte Marziale” il suo pensiero era accompagnato da un sorriso divertito, ripensando a  tutte le volte che si era ritrovata a fidarsi di lui.

Ormai restava poco al completamento di tutte le verifiche, che avrebbero consentito una canalizzazione dell’energia verso i sistemi tattici in caso di bisogno; erano stati individuati i nodi EPS da chiudere, ma restava un unico problema il Tenente Comandante Koloth, il burbero klingon avrebbe dovuto assicurare una corretta sincronizzazione dell’energia proveniente dal nucleo di curvatura e dai motori ad impulso.

Le sue riflessioni furono interrotte dalla voce dell’ufficiale tattico.

“I sensori a lungo raggio evidenziano un aumento anomalo di cronitoni” lo sguardo di Julie si spostò dalla consolle al Capitano.

“Sullo Schermo!” si destò prontamente Talia verso l’ufficiale di rotta che aveva preso il posto di Drummond.

La visuale frontale del vascello lentamente ingrandiva la zona dello spazio dove i sensori avevano rilevato l’aumento di cronitoni, ma lo spazio iniziava a distorcersi evidenziando una astronave non conosciuta.

“Signore, i sensori rilevano aumento di energia nell’astronave sconosciuta” seppur la voce di Frank non evidenziava paura, il tono grave non presagiva nulla di buono “Si stanno preparando a far fuoco”.

“Allarme Rosso!”  Il tono sicuro del Capitano riusciva a tranquillizzare l’equipaggio in ogni situazione, anche le più difficili.
“Alzare gli scudi” voltandosi con sguardo deciso “Cercate di aprire un canale con il vascello alieno”

Lo sguardo di Frank per un istante si soffermo su Tara con complicità, ma poi un raggio di energia partì contro la Marconi.

Navetta Elettra - Zona scavi archeologici Settore Fum Sud - Ore 16:30

“Signore, non abbiamo ritorni dalla Marconi” La voce del Tenente Drummond non riusciva a celare preoccupazione, anche se il suo solito self control gli consentiva di non perdere mai il controllo degli eventi.

“Signor Drummond provveda alle manovre per l’entrata nell’atmosfera di Klangian V, per sicurezza riduca l’emissioni di energia della navetta, in modo che non sia rilevabile dalla tecnologia sviluppata sul pianeta, inoltre provveda ad effettuare una scansione dell’area in cui atterreremo” La voce atona di Sivaak non lasciava trasparire alcun sentimento.

“Procedure di atterraggio impostate” 
Kevin aveva impostato l’assetto della nave per il volo orbitale ed inserito l’allarme giallo, ormai dopo tanti anni di carriera tali operazioni erano diventate routine per lui.
Al momento dell’inserimento dell’ampiezza dell’angolo per procedere nell’atmosfera, la sua attenzione fu distolta dalle letture dei sensori.
“Signori, i sensori rilevano residui di cronitoni in prossimità di un sito di scavo.”

“Il Signor Dal dovrà attendere, evidentemente la logica ci impone di verificare prima quanto rilevato dalle letture, che potrebbe essere la chiave per risolvere gli attuali problemi della Marconi e dell’epidemia in atto” Sivaak si volto ad osservare l’atmosfera del pianeta, era la stata la via del Noh e la logica o la percezione della dimensione tempo ad indurlo a fare quella scelta?

Klangian V - Capitale del Continente Settentrionale - Periferia - Ore 16:35

Jaran osservava l’ambiente circostante incuriosito dalla cultura e dallo stato di avanzamento tecnologico di quella civiltà e di tanto in tanto il suo sguardo ritornava su Jiarina; era stato difficile placare la curiosità della klangiana ed evitare che orecchie indiscrete potessero sentire cose che non avrebbero dovuto.

Il mezzo di trasporto, seppur antiquato per lui, presentava degli aspetti interessanti e piacevoli; tutto sembrava scorrere lentamente per potergli consentire di riprendersi ulteriormente, ma uno strano vocio che sembrava diventare sempre più forte, che era cominciato dopo l’ultima fermata, aveva acceso quel suo sesto senso, che spesso lo aveva salvato da situazioni spiacevoli.

“Cosa sta succedendo?” si voltò verso Jiarina, il cui volto sembrava essere diventato teso, purtroppo il traduttore non riusciva a tradurre in maniera corretta tutte le sfumature della lingua di Klangian V.

“Sembra che vi siano dei controlli sulle persone presenti” la voce di Jiarina era alquanto preoccupata.

“Quanto distiamo dal luogo degli scavi?” Il suo tono di voce appariva rassicurante per la donna.

“Non credo che manchi più di qualche chilometro” risposte Jiarina, cercando di comprendere le intenzioni di Dal

Dal osservo il paesaggio esterno ed i campi che vi erano intorno, in pochi istanti valutò la velocità del mezzo di trasporto.

“Vi sono porte che danno sull’esterno o dovremo utilizzare queste finestre?” Il sorriso di Dal ed allo stesso la strana domanda da lui fatta sembravano non presagire nulla di buono per Jiarina.

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