USS Marconi – Alloggio del Capitano – 08 gennaio 2390 – Ore 23:45
*Mamma ... non è colpa tua*
le ultime parole strozzate in gola si ripetevano nella mente di T'Vaes, che si alienava sempre più da quella realtà e dal quel corpo materiale; le sembrava di aver iniziato un viaggio a ritroso nel tempo ripercorrendo tutti quegli eventi che avevano fatto sì che considerasse Talia sua madre.
La prima volta che si era ferita ed era corsa da lei cercando di trattenere le lacrime ed il volto di sua zia, che, seppur fiero, nascondeva quella preoccupazione e quell’amore nei suoi confronti.
Non voleva, che lei si sentisse colpevole, non era colpa sua, ma la forza in lei sembrava mancare del tutto.
“Faccia qualcosa per mia figlia!” Le grida di Talia indirizzate alla Dottoressa Valenkoff riempivano l’alloggio, mentre l’ufficiale medico continuava la scansione del corpo esanime di T’Vaes.
“Signore, dobbiamo trasportarla subito in infermeria, le registrazioni raccolte non danno evidenza di virus noti alla Federazione” la voce sicura e dolce di Else cercava di nascondere la preoccupazione dovuta alla situazione, che si trovavano ad affrontare.
“Come sarebbe a dire, non noto alla Federazione, non avevate verificato l’assenza di pericoli su Klangian III!?!” Talia a mala pena riusciva a trattenere la rabbia verso la situazione che si era venuta a creare; non era la frustrazione verso la sua famiglia, ma l’impotenza nel vedere la vita di sua figlia affievolirsi senza poter far nulla.
=/\= Valenkoff ad Infermeria, preparare il bioletto3 con campo di contenimento. Provvedere ad un teletrasporto immediato di T’Vaes =/\=
Lo sguardo di Talia passava dalla dottoressa al corpo di T’Vaes, mentre questo scompariva per effetto del teletrasporto.
“Signore, in attesa di avere maggiori dati su questo virus, è necessario provvedere ad effettuare uno screening del personale sceso sul pianeta. Signore …” Else si bloccò vedendo per la prima volta il volto del suo capitano solcato dalle lacrime; la smorfia disegnata sul suo viso, causata dagli spasmi dei muscoli facciali, faceva rivivere in lei la rabbia ancestrale dei guerrieri klingon alla ricerca del nemico da battere.
USS Marconi – Ufficio del Capitano – 09 gennaio 2390 – Ore 01:30
Tutti gli ufficiali in comando erano stati convocati nell’ufficio del Capitano ed erano stati avvisati dello stato di emergenza medica venutosi a creare.
Talia era riuscita a ricomporsi, ma nel suo sguardo era tangibile la preoccupazione per lo stato di salute della figlia, oltre che un senso di colpa causato dall’averla esposta in tutti questi anni ai rischi delle sue missioni.
“Dottor Valenkoff rapporto sulla situazione”
“La temperatura corporea di T’Vaes è in continuo aumento, così come le macchie giallastre che stanno coprendo tutto il corpo. Da una ulteriore analisi sono stati evidenziati delle piccole punture alla base del collo e residui di pulviscolo nei polmoni.” Else si fermò un istante ad osservare lo sguardo di tutti i presenti ed in particolar modo del capitano, ricordando quel volto afflitto che osservava T’Vaes con tanto amore.
“Attualmente non sono ancora terminati gli screening sui restanti membri dell’equipaggio, che sono scesi sul pianeta. Solo alcuni presentano leggeri sintomi analoghi a quelli di T’Vaes ed al momento escluderei possibilità di contagio, ma consiglio di tenere sotto osservazione il personale coinvolto per le prossime 48 ore. Stiamo cercando di individuare gli elementi scatenanti, che potrebbero, combinati, aver causato la nascita del focolaio virale in T’Vaes senza escludere una possibile accentuazione in alcune razze invece di altre.”
“Comandante Berthier ha elementi da aggiungere a supporto?” Talia sperava che l’ufficiale scientifico potesse portare chiarezza sulla natura di quelle punture e dei pollini inalati dal personale. Ripresasi dallo shock della figlia, aveva avvisato Julie di analizzare tutte le registrazioni acquisite sulla fauna e la flora del pianeta.
“Il censimento non è ancora stato completato, stiamo verificando le caratteristiche degli insetti e delle piante fino ad ora analizzate, ma sarà necessario effettuare nuovi sbarchi sul pianeta” Il volto stanco e provato di Julie evidenziava il suo vano tentativo di trovare subito delle risposte.
“Qualcuno ha altro da aggiungere?” Disse Talia dopo qualche attimo di riflessione, osservando i presenti.
“Signore …” le voci di Koloth e Tara si unirono per un istante. Il klingon osservò l’Ufficiale Capo Operazioni ed il sorriso di lei ebbe la meglio sul grugnito poco convito del Capo Ingegnere. I due si erano ritrovati in Sala Teletrasporto ad interrogare il Guardiamarina Julius, suo malgrado in servizio, per individuare anomalie nelle matrici del teletrasporto e nei biofiltri.
Trovarsi ora in mezzo a diversi mezzosangue lo faceva quasi sorridere ricordando l’estremismo del suo casato, che disprezzava le unioni tra klingon ed altre razze, ma anche questo faceva parte dell’evoluzione degli esseri e nella ricerca dell’equilibrio nell’universo.
“Signore, le analisi condotte sui teletrasporti effettuati hanno evidenziato degli scompensi tra le tracce prima dello sbarco sul pianeta ed al successivo rientro. Potremmo cercare di comparare questi dati con quelli acquisiti dalla Sezione Medica” Tara si fermò per valutare l’espressione del Capitano.
“Spero che, anche in questo caso, le analisi sulle matrici del teletrasporto ci possano aiutare” Talia ricordava gli accadimenti che avevano portato alla morte di Norad Garn e messo a repentaglio la vita degli altri membri dell’equipaggio. I suoi pugni stretti, che lasciavano le unghie ferire i propri palmi, mal celavano la tensione e la preoccupazione
“Un’altra soluzione sarebbe quella di mischiarsi alla popolazione autoctona per comprendere se loro hanno già incontrato casi simili” proruppe Koloth
“Così da compromettere un primo contatto con una cultura pre-curvatura” rispose pacatamente Sivaak
“Per noi klingon il casato viene prima di ogni cosa e credo che si possa intervenire senza violare le leggi federali” grugnì spostando lo sguardo su Talia.
Sivaak alzando un sopracciglio seguì lo sguardo del burbero Capo Ingegnere; ora Talia avrebbe dovuto decidere se la sua famiglia e soprattutto il suo amore per T’Vaes avrebbe prevalso sugli obblighi di Capitano Federale … lasciare che le diverse analisi giungessero a termine o anticipare i tempi e verificare le conoscenze della popolazione del pianeta sul virus.
Sono un essere senziente oppure no ... come posso dirlo se la mia esistenza è legata ai sogni senza di essi non esisto, senza l'opportunità di interagire non esisto ... Mi muovo come un burattino ed altri mi manovrano, ma non sono il burattinaio ... non sono il suo alter ego ... se fossi stato un fumetto almeno potevo esistere con le nuvole parlanti ... ma io no, sono evanescente ... se non tramite altri ... nessuno può sapere le mie gesta ed i sogni che vivo e che creo per altri
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sabato 3 dicembre 2011
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