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sabato 3 dicembre 2011

3.12 Koloth – Il Caos (Unofficial)

USS Marconi - Corridoi - 04 luglio 2388 ore 18.45

Koloth seguiva Kupaq grugnendo poco convinto dal comportamento del sangue verde.

“Signore, spero che abbia un buon motivo di coinvolgermi e farmi allontanare dalla Sala Macchine, altrimenti mi fornirebbe un ulteriore motivo per pensare a lei per il prossimo bagno di sangue” il tono brusco del klingon veniva falsato da suo sguardo divertito che lasciava intravedere i denti aguzzi e quella carica adrenalinica che lo prendeva nelle situazioni difficili, quando l’odore del sangue ed il richiamo della battaglia diventava più forte.

Gli occhi di Kupaq si serrarono voltandosi verso Koloth “Credo che dovrò farle conoscere Frak’Klaa e spero per lei che anche nella lotta sia duro e tagliente come con le parole, altrimenti non credo che mi divertirò tanto” scuotendo il capo divertito “penso che dovrò fare qualche giro in Sala Macchine per essere certo che non mi faccia rimpiangere troppo Christopher”

Koloth si fermò un istante cercando di capire se prendere come offesa o complimento le parole di Kupaq, ma  la situazione attuale non consentiva divertimenti per le mani del klingon.

“Ne riparleremo davanti a gagh e bloodwine, sempre che se ne trovi di fresco a giochi fatti signore, visto che oggi sicuramente non è un buon giorno per morire” grugnendo sicuro [n.d.r. il gagh pietanza klingon a base di "vermi", bloodwine bevanda alcolica klingon estremamente forte]

“Non è mai un buon giorno Tenente”

I due ormai erano giunti al turbolift diretti verso la plancia e la tensione sembrava aumentare, generata dalle perplessità di Koloth e dai timori di Kupaq sull’ultimo atto da mettere in scena.
Il silenzio fu rotto dalle porte che si aprirono mostrando la plancia e dall’improvvisa comunicazione che giunse a Koloth.

=/\= Signore, è stato registrato un nuovo teletrasporto in uscita qualche minuto fa, ma non risultano registrazione nei computer. Guardiamarina Esposito chiudo =/\=

“Sembra che in questa nave ognuno faccia quello che vuole” grugnendo inviperito

Le parole di Koloth furono stroncate dallo sguardo freddo del Capitano Talia e dai presenti che avevano sentito la natura della comunicazione.
La gioia del rivedere Kupaq fu spezzata dallo sguardo di lui, che non faceva presagire nulla di buono e dalla notizia della nuova scomparsa possibile.

USS Marconi - Plancia - 04 luglio 2388 ore 18.50

Tutti si erano voltati vedendo aprire le porte della plancia, trovandosi esterrefatti nel vedere Kupaq nuovamente a bordo, ma non sembrava il momento di gioire.
Il suono dell’allarme rosso faceva accrescere la tensione e lo scenario successivo all’esplosione della sfera Borg non lasciava presagire nulla di buono.

“Rapporto da tutte le postazioni, Koloth verifichi chi è stato teletrasportato fuori dalla mia nave. Kupaq spero che non mi debba far pentire di aver acconsentito alla sua idea”  Le parole uscivano dalla bocca del capitano come lame taglienti e non sembrava in vena di essere contrariata o di avere notizie che non le sarebbero piaciute.

“Sistemi di comunicazione e sensori disturbati, problemi di manovrabilità del vascello” Drummond fu il primo a rispondere prontamente al Capitano, ma le letture diagnostiche effettuate non presagivano niente di buono.

“Klach D'Kel Brakt” [n.d.r. Nome originale Klingon della regione del Settore 441, conosciuta anche come Briar Patch] si fece sfuggire Koloth prima di contattare la Sala Macchine

=/\= Koloth a Sala Macchine. Chivas, Esposito avete rilevato l’origine del teletrasporto ed il soggetto interessato? Koloth Chiudo”=/\=
=/\= Signore, segni di anomalie spazio dimensionali, associabili ad una sorta di teletrasporto sono stati rilevati nell’alloggio del Tenente Comandante Berthier. Chivas chiudo=/\=

“Galic sta dando seguito alle sue intenzioni” Kupaq fu il primo a parlare
“Quali intenzioni?” sbottò Talia, a stento riusciva a frenare la sua metà klingon, le parole di Koloth le avevano fatte tornare alla mente le Briar Patch ed alcuni rapporti SECLAR che aveva avuto modo di leggere. “Non superate 1/3 di impulso” voltandosi subito verso Drummond “Kupaq, dovrà spiegarmi anche la scelta di far saltare in quel modo la sfera, visto che ora ci troviamo di fronte ad una breccia subspaziale”

Fran continuava a guardarsi intorno, vedendo la tensione salire, e l’impossibilità al momento di fornire soluzioni, ma allo stesso tempo riusciva a percepire una coesione di intenti degli uomini presenti, dovuta al carisma ed al carattere del Capitano Talia.

“Tenente Comandante Norad ci mostri se la sua fama di mago dei sensori è meritata” Talia si era già messa in moto con la furia di un Sarks klingon [n.d.r. animale klingon da cavalcatura] e di certo non si sarebbe fatta sopraffare dagli eventi.
“Sì, signore e le assicuro che avrà delle sorprese” Norad iniziò repentinamente a trovare delle soluzioni per compensare i disturbi creati dalle anomalie della breccia.

“Il mio giocattolo era l’unica soluzione possibile per liberarci dei Borg ed evitare che tutto cadesse nelle loro mani, causando uno squilibrio delle forze in gioco che avrebbe fatto sembrare Wolf 359 come un incontro tra boyscout.” Si fermo un istante senza perdere quella sua fermezza, che lo aveva sempre contraddistinto nei momenti difficili “ma non credevo che Galic avrebbe deciso di scegliere un suo successore tra i nostri uomini ed ora ci toccherà andarlo a scovare nella sua tana”
“Si ricordi di Khitomer Kupaq, ed ora credo che le sarà più facile, ma ne riparleremo usciti da questa situazione”

“Signore” Norad intervenne, interrompendoli “la mia fama non verrà scalfita, ma credo che non le farà piacere sapere che ci sono navi del Dominio in avvicinamento”

“forse mi ero sbagliato” pensando ad alta voce “Heghlu'meH QaQ jajvam” ['Oggi è un bel giorno per morire' – NDR]

Dal iniziò prontamente ad armeggiare con i sistemi di difesa e le armi, prima che gli fosse richiesto, sapendo che non era il momento di attendere.

Planetoide – Entrata Piramide - 04 luglio 2388 ore 18.50
 
"Sivaak... - gli occhi di Julie incrociarono quelli del vulcaniano mentre le sue labbra si avvicinarono fino a sfiorare quelle del Primo Ufficiale - …grazie."

“Non sapevo che gli ufficiali della flotta svolgessero in questo modo le loro missioni” la voce di Keevan, sorprese i due e soprattutto Julie.
I due si trovarono circondati dai Jem’hadar con le armi puntate addosso.

“ed avrete molto da spiegarci, soprattutto le ragioni del vostro attacco al nostro vascello” la voce di Keevan diventava più tagliente.

“Signor Berthier credo che non abbia più bisogno del mio aiuto per sostenersi” liberando la donna dalla sua stretta e lasciando ancora trasparire una smorfia di dolore “Sarebbe stato illogico da parte nostra attaccare il vostro vascello, quindi dovrebbe trovare le ragioni dell’accaduto pensando ad altri avversari” la voce di Sivaak non lasciava trasparire alcuna emozione.

“Questo saremo noi a deciderlo” rispose Keevan, facendo segno ai Jem’hadar di tenere i due e continuare l’avanzata all’interno della piramide.

“Ormai ci sono abituata” Julie scosse la testa pensando al suo destino di ostaggio, ma intravedeva una speranza avendo passato il “peggio” e condividendo questo destino con Sivaak.

Nessundove - 04 luglio 2388 - Ore 18:50

“Vedo che si sta riprendendo” la voce di Galic ruppe il silenzio.

Galyoun si voltò intorno cercando di capire dove fosse.
*era forse questo il destino che li attendeva dopo la morte?* i pensieri si accavallavano cercando di rivivere gli ultimi istanti o quelli che sembravano essere gli ultimi istanti.

“Dove sono?” fu la sua prima reazione alla voce di Galic.

“è nel luogo dove spazio e tempo si uniscono e si dividono, dove la vita è morte e la morte è vita. O forse preferirebbe sentire, il luogo dove il potere che brama si genera e finisce” Galic aveva ritrovato la sua calma, ma qualcosa continuava a turbalo.

“Perché io?” Galyoun cercava di comprendere e soprattutto di trovare il modo di portare a suo vantaggio la situazione.

“Forse serve qualcuno che tanto brama ciò, per far capire al Dominio quanto sia inutile la loro ricerca”

Improvvisamente una sensazione di sconforto prese Galyoun, lo spazio sembrò dividersi e nella sua mente comparvero due immagini distinte, ma che ponevano l’uno contro l’altro Federazione e Dominio, la breccia e la piramide.

“C’è sempre un inizio ed una fine e nella fine c’è un nuovo inizio. La piramide è una porta, come è la breccia subspaziale, ma allo stesso tempo può essere anche una chiave per chiudere queste porte. Se a me è stato precluso di tornare ad essere quello che ero, forse è giusto che all’umanità sia precluso di accedere a questi segreti ed a quel punto non necessiterà più un custode”

Galyoun guardava attonito Galic

“Tu non puoi decidere per noi e non puoi privarci del potere” scagliandosi contro Galic ….

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