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sabato 3 dicembre 2011

3.00.3.FT Koloth - Imbarco

USS Argo – Alloggio Tenente Comandante Koloth – marzo 2388


Una comunicazione subspaziale inattesa proveniente da veng wa’DIch (Qo’noS) lo aveva destato dalle attività di routine della sala macchine della USS Argo, costringendolo a recarsi nel suo alloggio.


=^= Computer avviare la comunicazione =^= - il comando terminava con un suono gutturale di fastidio simile ad un grugnito


Di fronte a lui compariva sul monitor il volto della joH Qulekgh, sua madre qItlhara a capo del casato dopo la morte del padre, la sorpresa era mal celata dal suo sguardo solitamente rubicondo e reso ancora più ostile dalla cicatrice che gli solcava la guancia sinistra.


qolotlh, Kras puqloD, tuq Qulekgh” – il tono formale della madre lasciava presagire nuove prove, che avrebbe dovuto superare, ormai era da tanto che non sentiva il suo nome pronunciato in tlhingan Hol e soprattutto accostato a quello del padre.  


vangDI' tlhIngan SuvwI' ngoy' qorDu'Daj; vangDI' qorDu'Daj ngoy' tlhIngan SuvwI'” – il sentire quelle frasi faceva correre la memoria indietro nel tempo sino al peHghep ed alla accensione della candela cerimoniale Qo'to'vo', ripetendo nella sua mente *La famiglia di un guerriero Klingon è responsabile per le sue azioni, e lui lo è per le loro*


qaStaHvIS wej puq poHmey vav puqloDpu' puqloDpu'chaj je quvHa'moH vav quvHa'ghach” – quest’ultima frase accolta quasi come una pugnalata improvvisa e nella sua mente e dentro se un dolore continuo nello scandire ogni singola parola *Il disonore del padre disonora I suoi figli ed I loro figli per tre generazioni*


“Il padre che credevi essere morto, potrebbe essere in realtà ancora vivo privato dell’onore della morte da quei petaQ qarDaSngan” – un ringhio di rabbia esplode nell’alloggio nel sentire quelle parole.


“Se ciò corrisponde al vero, è tuo compito quale figlio maggiore portare il qutluch a tuo padre per l’Hegh'bat, questo è quanto. Qapla’


“Sarà fatto. Qapla’” – le sue parole echeggiavano nel silenzio dell’alloggio al termine della comunicazione colme di orgoglio e di rabbia allo stesso tempo.


Solo Kahless poteva sapere se nel suo destino ci sarebbe stato questo incontro in futuro e se la sua strada si sarebbe incrociata con quella del padre, in quanto il giuramento fatto alla Federazione gli impediva di fare scelte che lo avrebbero portato fuori da questo mondo ed ad infrangere la promessa data.

Il poco tempo che aveva ancora a disposizione prima dell’inizio del nuovo turno di lavoro veniva speso a preparare la sua lettera di richiesta trasferimento presso unità federali dislocate nel quadrante gamma.



USS Argo – Ufficio del Capitano – il giorno dopo


=^= Baker a Koloth, si presenti subito nel mio ufficio =^=


Era sicuro che il Comandante non avrebbe atteso molto per chiamarlo dopo aver ricevuto la sua richiesta di trasferimento, quindi non fu sorpreso di iniziare subito la giornata con un incontro nell’ufficio di Tom Baker.


=^= Koloth a Baker, Sì, Signore =^= - il suo tono sicuro di risposta presagiva la sua ferma intenzione di perseguire la strada decisa dopo la comunicazione ricevuta dalla madre.


Uscito dal turbolift, Koloth, con passi decisi, giunge dinanzi all’Ufficio del Capitano ed attende il permesso ad entrare dopo aver premuto sul sensore della porta.


“Avanti!” il tono di voce di Baker palesava un certo nervosismo nel tono di voce.


Le porte si aprivano, mostrandogli la figura tesa del Capitano Baker, che non gli nascondeva la sua irrequietezza man mano che si avvicinava a lui.


“Signore, Tenente Comandante Koloth a rapporto”


“Spiegami il senso della tua richiesta di trasferimento Koloth – iniziò prontamente Baker a pressarlo – sei un ufficiale della Flotta, non puoi chiedere un trasferimento per questioni personali, se per te queste vengono prima dei principi della Federazione, perché non hai chiesto un congedo?”


not lay'Ha' tlhnIngan – il tono di voce di Koloth evidenziava l’importanza dell’onore e di quei valori che erano tutto per il popolo klingon – ho fatto un giuramento, quando sono entrato in accademia e quando sono diventato ufficiale, ed un klingon non infrange un giuramento, ma reH tay' ghot tuqDaj je – nel suo sguardo si intravedeva il fuoco dell’adolescente, che si allenava per diventare un guerriero – sarò sempre del mio Casato”


“Se anche riuscissi a trovare un buon motivo per farti trasferire – Baker scuoteva il proprio capo, poco convinto delle motivazioni del klingon – credi realmente che sarà così facile trovare le prove che tuo padre è ancora vivo? Sarai capace di non anteporre i tuoi interessi a quelli della Federazione e non infangare la divisa che porti?” il tono di Baker diventava sempre più serio, prima di lasciare posto ad un lungo silenzio in attesa della risposta di Koloth.



batlh qelDI' tlhIngan, lumbe' – la risposta di Koloth giunse senza esitazione – un klingon non rimanda una questione d’onore e proprio questo nostro modo di essere farà sì che non sia infangata questa divisa che ho sempre onorato, ma se un giorno Kahless vorrà farmi realmente incontrare mio padre, allora sarà il giorno che ritornerò ad essere il guerriero che sono sempre stato e lascerò il fuoco dentro me infiammare il mio sangue. Fino ad allora nulla farò per cercarlo, sarà la strada dell’onore a condurmi da lui se realmente ciò che si dice è vero”


Il volto di Baker mostrava una certa tristezza nel sentire quelle parole, ma conosceva quel klingon e come si era sempre distinto senza mai violare i regolamenti Federali e quei valori talvolta difficili da comprendere per i membri della sua razza.


“Farò in modo che tu sia trasferito, perché orami ti conosco da tempo, ma giurami che non mi farai pentire della scelta fatta” Baker allungava la sua mano verso il klingon, come a voler sancire un patto, che sapeva inscindibile.


Kaloth strinse con vigore la mano di quel Capitano, che aveva servito e forse non avrebbe più rivisto, promettendosi di non dimenticare mai il debito che aveva contratto con lui in quel momento.

Sguardi intensi furono scambiati prima che il klingon fosse congedato.


USS Argo – Alloggio Tenente Comandante Koloth – aprile 2388


Ormai tutto era stato deciso, gli era giunta la comunicazione che sarebbe stato imbarcato su un cargo diretto a Deep Space 16 Gamma, il Capitano Baker era riuscito a trovare il modo di trasferirlo, credendo in lui ed in quel suo modo di seguire la strada dell’onore in ogni momento.

La sua destinazione definitiva sarebbe stata la U.S.S. Marconi – NCC 29303, ormai aveva letto tutto ciò che era disponibile sui database federali relativamente al vascello ed alle sue missioni, l’assegnazione sembrava essere quella che meglio rispondeva alle sue esigenze, ma un velo di tristezza oscurava il suo volto ed un pensiero ricorrente si ripeteva nella sua mente * reH DuSIgh vavlI'*.


“tuo padre sarà sempre parte di te, questo mi è stato insegnato ed ora mi è stato affidato il compito di ridargli onore se ne è stato privato” pronuncia queste parole colmo di tristezza.



Deep Space 16 Gamma -  Bar – maggio 2388


=^= raktajino =^=


Presa l’ordinazione al replicatore, Koloth si andava ad accomodare ad un tavolo libero nel bar, attendendo l’ora prevista per l’imbarco.


“non ho mai amato le cose replicate – quasi tentato dallo sputare quel poco di raktajino assaporato – spero che sulla USS Marconi non ci siano di questi problemi o mi toccherà verificare la matrici di trasformazione quantico-geometrica per evitare di dover provare queste schifezze – grugnendo per il disappunto”


Il resto del tempo trascorse osservando il via vai di umanoidi che entravano ed uscivano dal bar ed infine un segnale dal DiPADD lo avvisò che era giunto il momento della nuova avventura.



USS Marconi - Sala Teletrasporto - maggio 2388


In un istante l’ambiente della sala teletrasporto della stazione fu sostituito da quello del vascello.


“quale è solitamente il ciclo di lavoro utile per il teletrasporto – le sue prime parole furono rivolte al marinaio addetto al teletrasporto, attese solo qualche secondo e vedendo il momentaneo stato confusionale dell’addetto continuo – 92 secondi, sei troppo lento – scuotendo il capo – Tenente Comandante Koloth chiede il permesso di salire a bordo – rivolgendosi a quello che doveva essere il Comandante Sivaak, mentre scendeva dalla pedana per poi mettersi sugli attenti” 


"Permesso accordato. Passi all'infermeria al ponte 21 per la visita medica, poi si presenti a rapporto dal Capitano."

"Si Signore, anche se per noi klingon non ne è mai piacevole incontrare alcuna sorta di macellaio" – avviandosi verso l’uscita con uno sguardo divertito.

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