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domenica 4 dicembre 2011

2.06 – Khartim – Ritorno all’Accademia

IKV Iw'LoDnI'pu – Sala Tattica – 25/02/2385 SD: 62152.49

“Ci è stato comunicato, che la riunione si terrà presso la sede Federale di San Francisco e vi prenderanno parte, oltre all’Ammiraglio Picard e l’Ambasciatore Worf, alcuni membri dell’equipaggio dell’Enterprise E” Rip’ken si fermò un istante per constatare le reazioni dei klingon presenti.
“Spero che non ci intralcino, visti gli ultimi risultati avuti di integrazione con i federali sulla Starbase Khitomer” grugnì Khartim poco convinto, ma anche gli altri membri dell’equipaggio non sembravano contenti della notizia avuta.
“jup ricorda che anche tu non hai lasciato un buon ricordo tra i federali, che sarebbero stati molto felici di rinchiuderti in qualche buco e gettare le chiavi, quindi cerca di evitare scontri appena scenderemo” rispose Rip’ken senza nascondere una smorfia divertita nel ricordare il passato di Khartim.
Il grugnito di disappunto di Khartim non passò inosservato “Ci hanno imposto delle restrizioni di sbarco per motivi di sicurezza?” il suo sguardo passò da Rip’ken a Tulkes.
“Sembra che ci abbiano concesso di portare con noi il daqtagh e di autorizzare i klingon che noi gli indicheremo. Immagino che si fidino di noi o non ci temano più” rispose Tulkes con tono ironico.
“Presto ci temeranno” disse prontamente Krakatoa ridendo rumorosamente, mentre con la mano destra accarezzava il suo daqtagh. I presenti si unirono alla sua risata fragorosa e fu necessario l’intervento di Rip’ken per far tornare la riunione alla normalità.
“Ricordate che siamo qui per una missione congiunta, che potrebbe avere gravi impatti sull’equilibrio dell’universo, quindi evitiamo di perdere tempo nel rompere le ossa ai federali.” Le ultime parole furono pronunciate con un ghigno divertito. “La riunione si terrà nella sede di San Francisco della Federazione alle 7.00 pm ora terrestre, ora siete liberi.”

SOL III – San Francisco – Bar dell’Accademia – 1 ora dopo

Khartim decise di andare a vedere l’Accademia Federale; erano passati molti anni dall’ultima volta che aveva messo piede lì ed in quel luogo aveva avuto inizio la sua carriera federale ed anche quella imperiale.
All’entrata di Khartim molti cadetti si voltarono incuriositi ad osservare i suoi movimenti.
Il klingon passando tra i tavoli si soffermava alla ricerca di qualcosa, facendo talvolta sobbalzare i cadetti; giunto in fondo alla sala sulla sinistra si fermò ad un tavolo occupato da quattro cadetti, inizialmente i giovani federali cercarono di far finta di nulla, ma alla fine uno di loro prese coraggio.
“Cosa vuoi da noi?” disse il giovane con tono duro e deciso.
Khartim si destò, notando che il cadetto si stava rivolgendo a lui, ed abbandonò i ricordi del passato. “Per quale ragione dovrei perdere il mio tempo con delle creature tanto deboli?” grugnì in risposta al giovane per poi scoppiare a ridere.
“Allora per quale ragione stai qui ad osservarci?”
“Piccolo umano cosa leggi inciso al centro del tavolo?” rispose Khartim, evitando di dar peso all’impertinenza del cadetto.
Il giovane trasalì per un istante “Questo è il tavolo di Khartim” disse leggendo quanto inciso nel legno.
“Si darebbe il caso che io sono Khartim e questo è il mio tavolo, quindi siete fortunati che non vi sollevo lanciandovi per area” terminò ridendo.
I cadetti evitarono di rispondere nel timore di scatenare una rissa, che avrebbe potuto avere ripercussioni sulla loro carriera.
“Che fine hanno fatto Archayen e Mutwa? Non vedo alcun riferimento a loro”
I giovani sembrarono sorpresi nel sentire quei nomi ed alla fine uno di loro rispose “Furono allontanati dalla flotta per atti contro la Federazione, risultano ufficialmente dispersi.”
“Due senza onore in meno” scoppiano a ridere “Cameriere, bloodwine per me ed i miei ospiti” Khartim prese una sedia e prese posto tra i cadetti iniziando a dare loro pacche sulla spalla “non siate rigidi, festeggiamo la buona notizia che mi avete dato”
Il cameriere arrivo porgendo ai commensali le brocche di bloodwine; Khartim ebbe il tempo di annusare la bevanda ed assaggiarne un sorso per scoppiare in invettive contro i bar federali “Cosa sarebbe questo piscio di vacca, che ci avete portato!” sbatte i pugni sul tavolo facendo cadere tutti i bicchieri.
“Ecco quello che bisogna servire agli uomini” aprì la sua fiaschetta e riempì le brocche dei quattro cadetti. “Forza brindiamo al sangue versato dei senza onore. Qapla’!”
“Ma …” i cadetti cercarono di opporre un minimo di resistenza.

SOL III – San Francisco – Sede della Federazione Unita dei Pianeti – 3 ore dopo
 
“Signori, il Prof. Francoise Griaule potrà darvi maggiori delucidazioni sulle ragioni, che ci hanno portati ad essere qui.” disse l’Ammiraglio Picard guardando i presenti.
Il Prof. Griaule espose ai presenti, quanto già evidenziato nel corso dell’incontro con Picard, aggiungendo ulteriori particolari sulle presunte tecnologie sviluppate da questa antica razza. “Oltre alla transcurvatura sembra che avessero trovato il modo di controllare le armi isolitiche.” concluse il professore tra lo stupore di alcuni dei presenti.
“Nella seconda Conferenza di Khitomer si decise di vietare la produzione e lo sviluppo di queste tipologie di armi ed anche noi Klingon, che avevamo iniziato un primo sviluppo concordammo con la decisione.” La voce profonda del Sa’ anticipò l’intervento dell’ambasciatore Worf, che fece segno di continuare. “Inoltre tali ordigni erano semplicemente troppo ingestibili per ogni tipologia di impiego”
“Senza contare che abbiamo potuto constatare sulla nostra pelle i possibili danni generati da un ordigno isolitico nel sub spazio” aggiunse il Capitano Riker, ricordando gli eventi, che li avevano visti prevalere sui Son’a.
“Anche se abbiamo dovuto giocare d’azzardo sacrificando il nucleo di curvatura facendolo detonare all’interno della breccia che si era creata” aggiunse il Comandante La Forge.
“Non credo che potevate prendere altre decisioni, considerando anche le anomalie conosciute come le “Briar Patch” o “Klach D'Kel Brakt”, in klingon.” Intervenne Khartim aggiungendo dettagli alla problematica. “le ricerche che furono fatte, considerando anche il fallimento della T’Plek evidenziarono che gli effetti dell’arma erano ampiamente imprevedibili, infatti:meno del 5% degli ordigni testati si era comportato come atteso, circa il 60% degli ordigni testati semplicemente esplose come una semplice reazione materia/antimateria, senza effetti sub spaziali, circa il 35% degli ordigni testati causò brecce subspaziali che si sarebbero poi espanse rapidamente verso una vicina fonte di energia sub spaziale”
“Questo spiega l’interesse che stanno destando i cristalli in tutto l’universo” disse Worf voltandosi poi verso B-4.
“Dai dati a nostra disposizione emerge che vi sono state innumerevoli comunicazioni su bande protette verso diversi pianeti per l’acquisizione di questi oggetti.” Comunicò B-4 ai presenti.
“Quali sarebbero i pianeti interessati?” Tulkes si voltò verso l’androide.
“Romulus, Ferenginar e Qo’noS al momento, ma non si escludono altri possibili coinvolgimenti” rispose senza mostrare alcuna emozione l’androide.
Molti dei presenti non riuscivano a celare le loro emozioni, che erano percepite dal Comandante Troi; ansia e preoccupazione da parte di alcuni ed eccitamento da parte dei Klingon per la nuova sfida che avrebbero dovuto affrontare.
“Ambasciatore, Sa’ credo che la situazione ci costringe a dover formare delle squadre per poter intervenire su più fronti. Spero che l’Impero Klingon voglia confermarci il suo supporto” Picard si alzò volgendo lo sguardo verso Worf e Rip’ken.

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