USS Ulysses NCC-66808 – Plancia di Comando – 10 Marzo 2385 ore 23.00 S. D. 62188.9269
Picard entrò trafelato in plancia e senza dare il tempo ai presenti di nascondere la loro sorpresa, prese posto sulla poltrona di comando “Aprite immediatamente un canale di comunicazione criptato con la USS Titan, la USS Atlantis, IKV Iw'LoDnI'pu e la IKV Toh'Kaht”.
“Signore siamo riusciti ad aprire il canale di comunicazione con la USS Titan e la USS Atlantis, al momento non è possibile stabilire una comunicazione su un canale stabile protetto con la Iw'LoDnI'pu e la IKV Toh'Kaht” disse l’addetto alla comunicazione.
Picard narrò brevemente a Riker e Troi ciò che era emerso nel suo incontro con Q e quanto dipendesse da loro il destino dell’intero universo.
La narrazione fu interrotta talvolta da Riker e Troi per aggiornare l’Ammiraglio sul combattimento a cui avevano partecipato e su quanto era stato loro riferito da Worf.
“Uno dei cristalli potrebbe essere sul vor’cha inseguito da Worf e Khartim, mentre restano ancora da individuare quello cardassiano e quello romulano. Avete acquisito le informazioni sulla rotta presa dal vor’cha dei Duras?” disse Jean-Luc attendendo risposta dai suoi due ex-ufficiali.
“Dalle ultime informazioni ricevute sembra che sia diretto verso Targus III. Signore” M’rel anticipò la risposta dei due ufficiali federali, ricevendo in risposta uno sguardo non molto amichevole da parte di Riker.
Picard fece un gesto di assenso nei confronti del SoghHom “Sembra che la metà finale sia Targus III” disse l’Ammiraglio fermandosi a riflettere “Riker e Troi, voi monitorerete il confine cardassiano nella speranza di intercettare il cristallo di cui abbiamo avuto notizie, mentre noi con la USS Ulysses ci dirigeremo verso Targus III per ricongiungerci con la IKV Toh'Kaht. Appena possibile cercate di stabilire un contatto con il SA’ Rip’ken ed informatelo dei nuovi sviluppi. Picard chiudo”
Il monitor dei tre vascelli si oscurò lasciando ad ognuno il proprio compito nella speranza di salvare l’universo.
IKV Iw'LoDnI'pu – Spazio Romulano – 11 Marzo 2385 ore 15.00 S. D. 62190.7534
Era da giorni che T’Pol era riuscita ad inserirsi tra le fila romulane, nella sua ultima comunicazione aveva riferito della irrequietezza del maggiore Re’hann ma da 24 ore non si avevano più aggiornamenti dal quartiere vecchio di Ch'Rihan.
Rip’ken tamburellava con insistenza sui braccioli della poltrona di comando, non gli piaceva l’attesa e la situazione di stallo, che si era creata.
“Ci sono novità sulla posizione di T’Pol?” disse con tono infastidito.
“Il segnale risulta essere disturbato, quindi non ci è possibile intervenire” fu il Comandante La Forge a rispondere prontamente cercando di attutire l’insofferenza di Rip’ken.
“Questa situazione non mi piace per nulla, come se non bastasse siamo costretti a fare da elastico tra l’orbita di Romulus e questi pianeti per evitare di essere scovati. Un klingon non si nasconde come un petaQ romulano, noi siamo abituati ad agire” ringhiò duramente Rip’ken.
“Signore, gli accordi prevedono un nostro intervento passate le 48 ore, intervenire ora potrebbe mettere a repentaglio l’esito dell’intera missione” risposte con tono sicuro La Forge.
“Credi forse che non lo sappia? L’idea di inviare un solo uomo su Romulus aveva le sue lacune sin dall’inizio. Cerchiamo di riportare a bordo quanto prima T’Pol possibilmente con il cristallo” tagliò corto Rip’ken.
Remus – monte Rr'mehes - Quartiere vecchio – nello stesso tempo
T’Pol era seduta su un bordo della caverna, nella sua mente riviveva gli ultimi episodi e gli eventi che l’avevano portata in quella situazione.
Non era stato facile introdursi tra le fila romulane, sin da subito si era sentita osservata dall’Ammiraglio Ras e spesso se lo ritrovava nei posti più disparati, ma fortunatamente non aveva mai voluto approfondire le ragioni della sua assegnazione e le sue origini.
D’altro canto quel monitoraggio continuo l’aveva stranamente favorita nell’introdursi nel gruppo del maggiore Re’hann, colui a cui facevano capo le ultime comunicazioni ricevute sul cristallo trovato su Remus.
Il maggiore aveva perso la sua tranquillità a causa di un incontro che doveva avvenire, ma per cause misteriose era stato cancellato. Le voci che le erano giunte, parlavano di un possibile incontro con i Borg.
Inoltre, negli ultimi tempi gli spostamenti su Remus si erano intensificati e proprio in occasione dell’ultimo era stata costretta ad intervenire restando bloccata nella caverna.
“Cosa credeva di fare?” disse con ira il maggiore puntando l’arma verso T’Pol “Questa sarà la sua tomba e presto saranno altri a seguirla non appena il destino sarà compiuto”.
I lineamenti del maggiore si deformavano facendolo sembrare un altro essere, che nulla aveva in comune con i romulani. T’Pol osservava con attenzione i movimenti di Re’hann sperando di trovare una via di uscita.
Improvvisamente un sibilo interruppe quell’istante di silenzio ed il corpo di Re’hann cadde a terra esanime acquisendo l’aspetto anfibio.
“Qui Ras, tirateci immediatamente fuori” disse con tono asciutto l’Ammiraglio “Mia cara federale dovrà spiegarci alcune cose” aggiunse voltandosi verso T’Pol mentre prendeva da terra il cristallo.
Sono un essere senziente oppure no ... come posso dirlo se la mia esistenza è legata ai sogni senza di essi non esisto, senza l'opportunità di interagire non esisto ... Mi muovo come un burattino ed altri mi manovrano, ma non sono il burattinaio ... non sono il suo alter ego ... se fossi stato un fumetto almeno potevo esistere con le nuvole parlanti ... ma io no, sono evanescente ... se non tramite altri ... nessuno può sapere le mie gesta ed i sogni che vivo e che creo per altri
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domenica 4 dicembre 2011
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