Qo'nos, Universo dello Specchio – veng wa'DIch – 30/09/2384 ore 20:00
Le fiamme illuminavano la capitale al comparire della sera, urla di giubilo si confondevano ai rumori dei crolli delle statue che ricordavano il vecchio regime.
“Ora che il Reggente è scomparso, il nostro mondo è libero. È giunto il tempo di una nuova era e di un nuovo klingon! L’onore dovrà guidare le nostre scelte e questa era di infamia e codardia sarà solo un ricordo del passato da cancellare” il klingon terminò di parlare e la massa che lo ascoltava iniziò ad inneggiare con veemenza il suo nome “Karg! Karg! Karg!”, mentre botti di 'Iw HIq [n.d.r. vino di sangue] iniziavano ad essere portate per dare inizio a lunghi festeggiamenti.
I.K.V. Iw'LoDnI'pu – Ufficio del comandate – 30/09/2384 ore 22:00
“Computer, avviare il Diario del Comandante” la voce di Khartim interruppe il silenzio dell’ufficio.
La voce suadente del computer iniziò a narrare le vicende che avevano interessato l’equipaggio e il loro viaggio nell’universo dello specchio.
Khartim nel suo animo riviveva tutti quei sentimenti contrastanti, che avevano dato vita alla missione dalla rabbia, mista a tristezza, per il disonore del padre alla scoperta di una probabile morte portando gloria all’Impero.
Le prove che avevano acquisito avevano chiarito il complotto del Reggente Krakatoa, che mirava a rimpiazzare ruoli cardine all’interno del loro mondo per espandere il dominio al di fuori del suo universo.
Restava il rammarico di essere stati costretti a prendere a bordo come prigioniero il Reggente e ciò avrebbe sicuramente portato a stravolgimenti nell’universo dello specchio e nuovi scenari nel loro mondo, che al momento non erano ipotizzabili, ma d’altra parte sarebbero stati ricordati per l’ennesimo successo e onore portato all’Impero.
Nel ricostruire quegli attimi concitati, Khartim aveva portato la sua attenzione sul tentativo di occultamento di M’rel, che era stato posticipato a causa di ritardi dovuti ai colpi subiti, ma allo stesso tempo era stato possibile guadagnare il tempo necessario per agganciare il segnale di Kathar e teletrasportarlo sulla nave.
“Devo ricordarmi di menzionare K’al’tor per l’ottimo lavoro fatto nella risincronizzazione del teletrasporto” disse Khartim grugnendo ad alta voce.
La voce del computer terminava lasciando Khartim a riflettere su cosa sarebbe successo all’indomani a seguito di un possibile scontro con i Borg e cosa ne avrebbero fatto del reggente.
“Il Qang saprà cosa farne di quel petaq” disse alzandosi riferendosi al Reggente.
I.K.V. Iw'LoDnI'pu – Prigioni – 30/09/2384 ore 22:30
Il Reggente Krakatoa stringeva con forza i pugni, goccie di sangue cadevano a terra per i tagli causati dalle sue unghie sui palmi delle mani. Il suo sguardo evidenziava tutta la rabbia per ciò che era successo e sul suo volto riportava ancora i segni dell’interrogatorio effettuato da Tulkes e Krakatoa.
“ora nessuno ti potrà confondere con me!”
Quelle parole, dette dal SoghHom Krakatoa ridendo, rimbombavano nella sua testa e gli ricordavano lo sfreggio infertogli sulla guancia sinistra e quella vendetta che sarebbe un giorno giunta.
Le sue riflessioni furono interrotte dal beq che era giunto a portargli il rancio, il suo sguardo si alzò verso di lui.
Il beq si fermò un istante e lo salutò militarmente senza farsi vedere.
Un ghigno si formò sul volto del Reggente.
Sono un essere senziente oppure no ... come posso dirlo se la mia esistenza è legata ai sogni senza di essi non esisto, senza l'opportunità di interagire non esisto ... Mi muovo come un burattino ed altri mi manovrano, ma non sono il burattinaio ... non sono il suo alter ego ... se fossi stato un fumetto almeno potevo esistere con le nuvole parlanti ... ma io no, sono evanescente ... se non tramite altri ... nessuno può sapere le mie gesta ed i sogni che vivo e che creo per altri
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domenica 4 dicembre 2011
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