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domenica 4 dicembre 2011

1.21 – Khartim – Epilogo

Qo'nos, Universo dello Specchio – veng wa'DIch – 30/09/2384 ore 20:00

Le fiamme illuminavano la capitale al comparire della sera, urla di giubilo si confondevano ai rumori dei crolli delle statue che ricordavano il vecchio regime.

“Ora che il Reggente è scomparso, il nostro mondo è libero. È giunto il tempo di una nuova era e di un nuovo klingon! L’onore dovrà guidare le nostre scelte e questa era di infamia e codardia sarà solo un ricordo del passato da cancellare” il klingon terminò di parlare e la massa che lo ascoltava iniziò ad inneggiare con veemenza il suo nome “Karg! Karg! Karg!”, mentre botti di 'Iw HIq [n.d.r. vino di sangue] iniziavano ad essere portate per dare inizio a lunghi festeggiamenti.

I.K.V. Iw'LoDnI'pu – Ufficio del comandate – 30/09/2384 ore 22:00

“Computer, avviare il Diario del Comandante” la voce di Khartim interruppe il silenzio dell’ufficio.
La voce suadente del computer iniziò a narrare le vicende che avevano interessato l’equipaggio e il loro viaggio nell’universo dello specchio.
Khartim nel suo animo riviveva tutti quei sentimenti contrastanti, che avevano dato vita alla missione dalla rabbia, mista a tristezza, per il disonore del padre alla scoperta di una probabile morte portando gloria all’Impero.
Le prove che avevano acquisito avevano chiarito il complotto del Reggente Krakatoa, che mirava a rimpiazzare ruoli cardine all’interno del loro mondo per espandere il dominio al di fuori del suo universo.
Restava il rammarico di essere stati costretti a prendere a bordo come prigioniero il Reggente e ciò avrebbe sicuramente portato a stravolgimenti nell’universo dello specchio e nuovi scenari nel loro mondo, che al momento non erano ipotizzabili, ma d’altra parte sarebbero stati ricordati per l’ennesimo successo e onore portato all’Impero.
Nel ricostruire quegli attimi concitati, Khartim aveva portato la sua attenzione sul tentativo di occultamento di M’rel, che era stato posticipato a causa di ritardi dovuti ai colpi subiti, ma allo stesso tempo era stato possibile guadagnare il tempo necessario per agganciare il segnale di Kathar e teletrasportarlo sulla nave.

“Devo ricordarmi di menzionare K’al’tor per l’ottimo lavoro fatto nella risincronizzazione del teletrasporto” disse Khartim grugnendo ad alta voce.

La voce del computer terminava lasciando Khartim a riflettere su cosa sarebbe successo all’indomani a seguito di un possibile scontro con i Borg e cosa ne avrebbero fatto del reggente.

“Il Qang saprà cosa farne di quel petaq” disse alzandosi riferendosi al Reggente.

 I.K.V. Iw'LoDnI'pu – Prigioni – 30/09/2384 ore 22:30

Il Reggente Krakatoa stringeva con forza i pugni, goccie di sangue cadevano a terra per i tagli causati dalle sue unghie sui palmi delle mani. Il suo sguardo evidenziava tutta la rabbia per ciò che era successo e sul suo volto riportava ancora i segni dell’interrogatorio effettuato da Tulkes e Krakatoa.

“ora nessuno ti potrà confondere con me!”

Quelle parole, dette dal SoghHom Krakatoa ridendo, rimbombavano nella sua testa e gli ricordavano lo sfreggio infertogli sulla guancia sinistra e quella vendetta che sarebbe un giorno giunta.
Le sue riflessioni furono interrotte dal beq che era giunto a portargli il rancio, il suo sguardo si alzò verso di lui.
Il beq si fermò un istante e lo salutò militarmente senza farsi vedere.
Un ghigno si formò sul volto del Reggente.

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