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domenica 4 dicembre 2011

1.15 – Khartim – Dark Shadow

I.K.V. Iw'LoDnI'pu – Ufficio del Comandante

“Jup, questa storia non mi convince” il tono del Sa’, evidenziava tutte le sue perplessità sulla vicenda in cui si erano imbattuti. “tutti abbiamo visto Tulkes su quel Vor’cha e la sua distruzione, ma allo stesso tempo abbiamo avuto la prova che Tulkes non è diventato un petaQ ed era con il Qang.” Rip’ken si ferma fissando Khartim.
“L’Alleanza!” rispose duro Khartim, trovando conferma nello sguardo del Sa’ “Non è in discussione il mio onore, ma siamo di fronte a qualcosa che mette in discussione gli interi equilibri del nostro Universo” Khartim terminò la frase colpendo con vigore la paratia dell’ufficio con un pugno, lasciando evidenti segni della sua rabbia.
“Sembra che Kahless, anche questa volta, voglia consentirci di portare gloria all’Impero” grugnì divertito Rip’ken, pensando alla nuova sfida che si sarebbero trovati ad affrontare.
“ma se l’Alleanza è coinvolta” lo interruppe Khartim “vuol dire che i ribelli non hanno mai ottenuto la libertà”
“In attesa dell’arrivo di Tulkes, cercheremo di comprendere la natura e la forza dei nostri nuovi nemici” rispose Rip’ken con la certezza di chi è consapevole delle proprie forze “il vecchio equipaggio si sta ricostituendo, abbiamo motivo di festeggiare jup” colpendo sulla spalla Khartim “Coloro che hanno chiuso le porte del Gre’thor ed hanno condotto la guerra nello Sto-vo-kor non si faranno intimidire da dei petaQ di un mondo parallelo. Avvisa di far aprire i migliori barili di bloodwine per il ricongiungimento del nostro fratello Tulkes” terminata la frase entrambi scoppiarono a ridere vigorosamente.

<Sa’, HoD abbiamo fatto scoperte interessanti, potete raggiungerci nel laboratorio Scientifico. Krakatoa chiudo.>
I due prestarono attenzione alle parole della comunicazione di Krakatoa e senza perdere tempo si avviarono verso l’uscita.
<Stiamo arrivando. Khartim chiudo>

I.K.V. Iw'LoDnI'pu – Laboratorio Scientifico

Krakatoa stava mostrando ai presenti i dati che erano emersi dalle analisi condotte sui detriti del vor’cha che era stato da loro distrutto.
“Purtroppo non siamo riusciti a recuperare memorie di massa del computer del vor’cha, quindi ci siamo soffermati sull’analisi della struttura della materia dei detriti. Da una analisi quantica è emerso che tale vascello non è del nostro Universo.” Krakatoa terminò la spiegazione di quanto risultava dai dati analizzati.

Rip’ken e Khartim si guardarono per un istante annuendo; l’analisi effettuata confermava i loro sospetti.

“Krakatoa coinvolgi una squadra scientifica ed una di ingegneria e sviluppate in tempi brevi un analizzatore di RNA inserendo i dati della nostra realtà quantica” disse Khartim rompendo il momento di silenzio.

Krakatoa rimase interdetto cercando di comprendere la ragione della richiesta fatta.

“Effettuando una scansione della percentuale di rotazione quantica della materia nelle proprie cellule RNA, lo stato quantico della materia subatomica nel RNA sarà asincrono con quello della normale materia trovata nella nostra realtà. Poiché tutta la materia risuona a livello quantico con una specifica frequenza, essa non può essere mascherata o alterata in alcun modo conosciuto, e serve come una costante fondamentale della realtà.” Aggiunse Rip’ken prontamente notando lo sconcerto di Krakatoa.

“Jup, vedo che gli anni al comando non hanno oscurato le tue conoscenze scientifiche” rise vigorosamente Khartim.

Krakatoa cercò di mascherare il suo divertimento, iniziando a selezionare i membri del team di progetto. “provvederò a coinvolgere il Sogh Kathar per le configurazioni mediche necessarie.

“HoD visto che ti piace divertirti, inizia a contattare il La’ Tulkes ed iniziate ad individuare un piano di azione.” Disse il Sa’ avviandosi verso l’uscita.

Qo'nos, Universo dello Specchio – Un luogo imprecisato – 27/09/2384 ore 12:00

“La svolta che pensavamo sarebbe arrivata con la cattura del reggente nel 2375 non è giunta” La voce stanca di un vecchio klingon con il volto coperto di cicatrici si volgeva volgeva verso una platea variegata di esseri nel buio di una grotta.
“Il nuovo reggente ha sgominato molte delle nostre cellule ed il terrore e la violenza si sono diffusi con maggior veemenza in questo universo. Non possiamo permettere che i piani di quel folle di Krakatoa si realizzino!” il vecchio alzo il pugno al cielo ed urla di approvazione si alzarono con esso.
“Lui è qui tra noi e continuerà a guidarci sino alla nostra vittoria, non importa quanti cadranno, ciò che conta è la fine di tutto ciò ed il ritorno alla via dell’onore” il vecchio klingon si fermò attendendo.
Un klingon dal volto coperto iniziò a muoversi, facendosi strada sino a raggiungere il vecchio.
“Il tempo è giunto!” disse scoprendosi il volto, che ricordava nelle fattezze quello di Khartim, ma più vecchio e provato.
La folla inebriata iniziò ad inneggiare il suo nome “TUL!!!” [n.d.r.: speranza in lingua klingon]

“Kahless ha voluto, che tanti anni fa lasciassi il mio universo per perseguire la via dell’onore nel vostro” iniziò a parlare il klingon “non permetteremo, che i klingon continuino ad essere dei petaQ senza onore e non consentiremo che costoro rovinino anche il mio Universo” iniziarono ad essere visualizzare le immagini del reggente e dei suoi uomini.
Tul per ognuno di loro decretava con un gesto la morte, anche se ogni volta che osservava il volto del Khartim dello specchio sentiva un profondo dolore dentro di lui.

I.K.V. Iw'LoDnI'pu – Sala Tattica – 30/09/2384 ore 10

Tulkes osservava i presenti prima di iniziare a descrivere il piano, che era stato condiviso con l’HoD ed il  SoghHom Krakatoa. Per lui era strano ritrovarsi nuovamente tra i suoi amici, gli sembrava quasi di essere tornato a casa.

“Sembra che sia necessaria la mia presenza per risolvere i vostri problemi” iniziò grugnendo “d’altronde non siete nemmeno riusciti a riconoscere un impostore del sottoscritto” sputando a terra.

Rip’ken e Khartim ringhiarono verso Tulkes scuotendo il capo, il giorno del suo arrivo lo avevano trascorso bevendo e narrando le storie che li avevano visti protagonisti.

“Le analisi effettuate in questi giorni hanno evidenziato la presenza di una fessura quantica nell’area intorno al pianeta. Abbiamo analizzato con una squadra di ingegneria le caratteristiche del campo warp da generare per causare una rottura della barriera subspaziale tra le due realtà quantiche.” Tulkes mostrò ai presenti quanto era emerso dagli studi del Team guidati da K’al’tor.

“Nel momento in cui passeremo attraverso la rottura risultante saremo costretti in uno stato di flusso quantico, risultante dallo spostamento tra diverse realtà, quindi bisognerà prestare la massima attenzione nel manovrare il vascello.” Aggiunse Khartim voltandosi verso M’rel.

”Inoltre dobbiamo ricordare che se universi paralleli si sovrappongono o intersecano su larga scala, gli effetti risultanti potrebbero distruggere l’equilibrio energetico dell’universo e contribuire ad accelerare radicalmente lo stato finale a livello endotermico o esotermico. Peggio ancora si potrebbero annientare dalla interazione della materia con lo stato quantico diametralmente opposto. Per tale motivo sarà necessario monitorare le dimensioni della fessura quantica, poiché il rischio di tali effetti catastrofici aumenta esponenzialmente. Le Fattori aggravanti che possono aumentare la dimensione e la pericolosità della fessura quantica includono particelle chroniton, anomalie temporali e campi subspaziali concentrati, quindi sarà importante avere pronte segnalazioni di eventuali variazioni dello stato della fessura e di eventuali anomalie concomitanti.” Disse Rip’ken voltandosi verso Thorek.

Tulkes grugnì in attesa di poter riprendere la parola “riceverete i dettagli della missione sui vostri D-padd, una volta conclusa dovremo eseguire le procedure per ritornare nel nostro universo e non sono ammessi errori.” Disse con tono duro Tulkes mentre sul monitor venivano mostrate le fasi da seguire.

Procedura per poter sigillare la fessura e ritornare nel nostro universo:

  • Estendere un campo subspaziale di bassa intensità intorno ad essa. Facendo in questo modo si attrarranno le particelle cosmiche, che interagiranno con la polvere spaziale nella fessura rendendola visibile
  • Determinare se la fessura quantica è stata causata da una nave stellare o qualsiasi altro vascello dotato di curvatura effettuando una scansione della fessura alla ricerca di una traccia ionica. Se una è rilevata, la traccia di energia presente nelle particelle ionizzate servirà a identificare il vascello che ha causato la fessura. Questo ci aiuterà ad usare il corretto vascello per invertire il danno

“Abbiamo già eseguito una prima scansione, verificando che non è stato il vor’cha abbattuto a generarla, quindi dovremo trovare il vascello dell’universo dello specchio che ha generato la fessura” disse Krakatoa prontamente.

  • Effettuare la scansione della fessura con un impulso subspaziale differenziale, al fine di isolare la realtà quantica che corrisponde alla nostra RNA.
  • Trasmettere un messaggio subspaziale lungo l’impulso differenziale indietro nella nostra realtà. Questo è importante perché una versione parallela di noi stessi potrebbe ancora stare nel nostro universo, insieme con qualunque vascello è stato usato per creare la breccia nella barriera quantica. Avremo bisogno di recuperare quel vascello al fine di ritornare nella nostra realtà e chiudere la fessura
  • Pilotare il vascello all’interno della fessura quantica ed usare le bobine di curvatura per emettere un ampio spettro inverso del campo di curvatura ad un livello di potenza approssimativamente di 1.785 cochranes. Questo dovrebbe essere sufficiente a sigillare la breccia.

”Se abbiamo avuto successo nel sigillare la breccia e ritornare nel nostro universo, ritorneremo ad un breve istante temporale prima dell’impatto originario con la fessura quantica. Comunque gli effetti temporali che ne scaturiscono sono altamente imprevedibili in questo scenario, e l’intervallo di tempo trascorso potrebbe risultare sostanziale, dipendendo da una grossa varietà di fattori specifici.” Disse infine Khartim.

“Ora andate a prepararvi. Per la Gloria dell’Impero” disse Rip’ken alzandosi.

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