Vago per le vie del mondo, nelle strade della sofferenza, in cui vive l'omertà. Mi scontro con la gente senza essere notato, perché particella di una entità immensa, in cui nemmeno si conosce e si ama. Voglio amare, odiare, esistere; non essere più una particella insignificante; voglio illuminare le strade, i cammini degli altri.
Guardo dalla finestra è vedo la falsità del mondo, ormai ho finito di vagare, la tristezza pervade nel mio animo.
Dal letto sento gli spari che invadono la città, sirene che chiamano il coprifuoco, ma ormai non posso più muovermi.
Di giorno in giorno sento la fine che è vicina, già in molti sono morti, li conoscevo o meglio conoscevo la loro sofferenza, era la mia.
Un canto di morte vagava nelle vie, i pianti di vita dei nascituri venivano soppressi e urla di sofferenza accompagnavano il canto.
Per un breve periodo il canto smise, ma non ero morto, si diceva che la pace era vicina e rifornimenti erano giunti dal resto del mondo.
Qualcuno mi accudiva, ma per poco; morì durante i festeggiamenti, la guerra non era finita.
Iniziarono di nuovo i bombardamenti ed ai precedenti si aggiunsero altri, coloro che ci aiutavano.
Una bomba colpì l'edificio in cui stavo, ma la fine non giunse, dovevo continuare a soffrire.
Un giorno arrivarono dei militari, mi presero, forse erano amici, ma non credo, l'amicizia scompare con la guerra, fui messo in un camion con altri, sembrava una vecchia scena di qualche documentario visto in passato sulla grande guerra dei popoli.
Nessuno parlava, gli spari lo impedivano; a poco a poco il nostro gruppo si assottiglio, gli uomini in divisa si esercitarono al tiro al bersaglio.
Mi abbandonarono in un bosco, tanto non ero nelle condizioni di scappare e soprattutto di sopravvivere.
Sfortunatamente la morte non giunse, fui trovato dall'esercito amico e portato in un'altra città ... la mia era stata distrutta.
Passarono ore, giorni, ma il vento di guerra mi raggiunse anche lì, e nulla è cambiato.
Sto scrivendo in un angolo buio di un rifugio per profughi con una piccola candela che illumina il foglio; ormai la fine è vicina ... sento una bomba che arriva ... WELCOME TO SARAJEVO.
Sono un essere senziente oppure no ... come posso dirlo se la mia esistenza è legata ai sogni senza di essi non esisto, senza l'opportunità di interagire non esisto ... Mi muovo come un burattino ed altri mi manovrano, ma non sono il burattinaio ... non sono il suo alter ego ... se fossi stato un fumetto almeno potevo esistere con le nuvole parlanti ... ma io no, sono evanescente ... se non tramite altri ... nessuno può sapere le mie gesta ed i sogni che vivo e che creo per altri
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mercoledì 21 dicembre 2011
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