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mercoledì 21 dicembre 2011

L'ultimo sogno

Rintoccò la mezzanotte a segnalare il passaggio a un nuovo giorno, ma a me sembrò l'auspicio della fine imminente.
I ricordi si affollarono nella mia mente, le speranze, gli amori; tutto in un attimo sarebbe finito o forse avrei potuto riviverli altrove con chi riuscì ad amarmi.
In quel momento ciò che mi si poneva davanti agli occhi non era la mia vita o meglio, avrei tanto voluto che non lo fosse ... di fallimenti non ce ne erano molti, ma molti erano i sogni irrealizzati.
Se avessi potuto ritornare indietro forse molte cose sarebbero potute cambiare e chissà se ora non ci sarebbe stato qualcuno vicino a me per accudirmi e dirmi che mi aveva amato.
Ormai era tardi il sonno, forse ultimo, prendeva il sopravvento sulle mie stanche membra per accompagnarmi nel mio ultimo viaggio senza ritorno, e senza speranza di salvezza.
Sognavo, ma nel sogno non c'era niente, forse questo era l'annuncio della morte, oltre al buio, all'oscurità, la fine delle speranze terrene dell'uomo e il ritorno al nulla che ci ha generato per poi riaverci.
Improvvisamente qualcosa stava cambiando, voci e luci iniziarono a comparire nel mio sogno indicandomi la strada da seguire per arrivare, ma non sapevo dove essa conducesse.
Poi nell'ombra una sagoma umana sempre più chiara, mi appariva lentamente come un ricordo ormai dimenticato che riaffiora improvvisamente nella mente, tale situazione provoca in me strane sensazioni, incertezza, speranza in qualcosa, ma soprattutto paura.
La paura che scaturiva nel trovarmi di fronte ai fantasmi del passato, di fronte a coloro che non se mai riuscito ad affrontare anche se avresti tanto voluto per dare una svolta alla tua vita, ma ormai era troppo tardi.
Ciò che volevo era ritornare indietro, non seguire più la strada, ma quella sagoma diventava sempre più chiara ed oppressiva. Tenevo chiuso gli occhi per non vedere, ma era inutile, si avvicinava sempre più e risvegliava il passato.
Finalmente riuscii a scuotermi, a riprendere forza per tentare un'ultima volta un qualcosa di drastico ma risolutivo, nella speranza di vincere il ricordo del passato, ma invece venivo condotto lungo la strada.
Una porta si oppose al mio cammino e su di essa era posta tale frase <<l'uomo è succube del destino, ma il destino è succube dell'uomo>> ma in quel momento non vedevo alcun senso in ciò che accadeva, e la sola forza per resistere la trovavo nella fuga e così aprii quella porta.
L'unica sensazione che ricordo, è l'essere stato inghiottito dal buio del nulla, per essere poi trascinato in fondo come un peso morto, come una marionetta a cui sono stati spezzati i fili.
Lentamente iniziai a sentirmi meglio come se una nuova forza animasse il mio corpo, forse era solo impressione ma mi sentivo ringiovanire o meglio mi sentivo rinascere interiormente, la causa di tutto ciò era una voce, una voce del passato.
Una sagoma che diveniva sempre più chiara, ma nello stesso tempo lontana dal presente, lontano da quello che era stato il mio presente.
Si rivolse verso me con qualche parola, ma non sentivo o rifiutavo di volere percepire quel qualcosa di passato, di triste per il mio ego.
Solo una cosa era certa. Tutto ciò non poteva che essere un sogno, un ultimo sogno, che mi era stato concesso prima della dipartita, ma perché?
Questo non lo seppi mai, perché il tempo, che mi fu dato per comprendere, fu breve e la dipartita immediata.
I sogni continueranno a nascondere i segreti della vita.

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