Starbase Khitomer – Ufficio dell’HoD – ore 14:00
Negli ultimi mesi l’equipaggio assegnato alla starbase non aveva avuto modo di poter portare onore all’Impero, inoltre la convivenza con rappresentanti di altre razze non sembrava essere gradita ai guerrieri, che ogni giorno cercavano di alimentare risse per vincere la monotonia presente.
Khartim era assorto nel suo ufficio ad osservare le oloimmagini di Noggra, suo figlio, mai notizia seppur inaspettata era stata tanto gradita, era diventato padre inaspettatamente, un erede per il suo casato ed un guerriero per l’Impero. Ogni giorno si soffermava a scrivere alla madre del piccolo Arizhel, affinché potesse raccontare a Noggra le sue gesta.
Una comunicazione subspaziale inattesa proveniente da veng wa’DIch (Qo’noS) [n.d.r. la regione di First City (Kronos)] lo aveva destato da quelle attività.
=^= Computer avviare la comunicazione =^= - il comando terminava con un suono gutturale di fastidio simile ad un grugnito
Di fronte a lui compariva sul monitor il volto della joH Goran [n.d.r. Capo del Casato di Goran], sua madre NoomdaM [n.d.r. nome klingon attribuito a sua madre Luoisanne una volta divenuta capo del casato] a capo del casato dopo la morte del padre, la sorpresa era mal celata dal suo sguardo solitamente rubicondo e reso ancora più ostile dalla cicatrice che gli solcava la guancia sinistra.
“Khartim, Karg puqloD, tuq Goran” [n.d.r. Khartim, figlio di Karg del Casato di Goran – la sua identificazione prima della creazione del casato di Khartim] – il tono formale della madre lasciava presagire nuove prove, che avrebbe dovuto superare, ormai era da tanto che non sentiva il suo nome pronunciato in tlhingan Hol [n.d.r. in lingua klingon] e soprattutto accostato a quello del padre.
“vangDI' tlhIngan SuvwI' ngoy' qorDu'Daj; vangDI' qorDu'Daj ngoy' tlhIngan SuvwI'” [n.d.r. La famiglia di un guerriero Klingon è responsabile per le sue azioni, e lui lo è per le loro] – il sentire quelle frasi faceva correre la memoria indietro nel tempo sino al peHghep [n.d.r. Età dell'Inclusione] ed alla accensione della candela cerimoniale Qo'to'vo' [n.d.r. Candela Cerimoniale Klingon], ripetendo nella sua mente *La famiglia di un guerriero Klingon è responsabile per le sue azioni, e lui lo è per le loro*
“qaStaHvIS wej puq poHmey vav puqloDpu' puqloDpu'chaj je quvHa'moH vav quvHa'ghach” [n.d.r. Il disonore del padre disonora I suoi figli ed I loro figli per tre generazioni] – quest’ultima frase accolta quasi come una pugnalata improvvisa e nella sua mente e dentro se un dolore continuo nello scandire ogni singola parola *Il disonore del padre disonora I suoi figli ed I loro figli per tre generazioni*
“Il padre che credevi essere morto, potrebbe essere in realtà ancora vivo privato dell’onore della morte da quei petaQ qarDaSngan [n.d.r. sporchi cardassiani]” – un ringhio di rabbia esplode nell’alloggio nel sentire quelle parole.
“Se ciò corrisponde al vero, è tuo compito quale figlio maggiore portare il qutluch [n.d.r. coltello per l’assassinio klingon] a tuo padre per l’Hegh'bat [n.d.r. Rituale del Suicidio], questo è quanto. Qapla’”
“Sarà fatto. Qapla’” – le sue parole echeggiavano nel silenzio dell’alloggio al termine della comunicazione colme di orgoglio e di rabbia allo stesso tempo.
Solo Kahless poteva sapere se nel suo destino ci sarebbe stato questo incontro in futuro e se la sua strada si sarebbe incrociata con quella del padre, in quanto il giuramento fatto all’Impero gli impediva di fare scelte che lo avrebbero portato fuori da questo mondo ed ad infrangere la promessa data.
Starbase Khitomer – Ufficio dell’Sa’ – ore 16:00
“Spiegami il senso della tua richiesta di aspettative Khartim – iniziò prontamente Rip’ken a pressarlo – sei un guerriero klingon, non una be’ federale che ha bisogno di riposarsi o dopo tanti anni devo ricredermi sulla fiducia in te riposta” il tono di voce del Sa’ era sicuro e pungente come sua abitudine
“not lay'Ha' tlhnIngan [n.d.r. Nessun klingon infrange un giuramento] – il tono di voce di Khartim evidenziava l’importanza dell’onore e di quei valori che erano tutto per il popolo klingon – ho fatto un giuramento all’Impero, ed un klingon non infrange un giuramento, ma reH tay' ghot tuqDaj je [n.d.r. un klingon è sempre del suo casato / Un klingon ed il suo casato sono sempre insieme] – nel suo sguardo si intravedeva il fuoco dell’adolescente, che si allenava per diventare un guerriero – sarò sempre del mio Casato”
“Se anche riuscissi a trovare un buon motivo per allontanarti dalla starbase – Rip’ken grugniva scuotendo il proprio capo – credi realmente che sarà così facile trovare le prove che tuo padre è ancora vivo?” quella frase sicura del Sa’, lasciò per un momento impercettibile Khartim interdetto.
*Già sapeva le mie motivazioni, ma attendeva che io glielo confermassi* nella mente di Khartim si era nuovamente concretizzata la certezza che il Sa’ sapesse sempre in anticipo le azioni dei propri guerrieri, ma avrebbe evitato di chiedergli come ne fosse venuto a conoscenza.
Sarai capace di non anteporre i tuoi interessi a quelli dell’Impero e non infangare la divisa che porti?” il tono di Rip’ken diventava sempre più serio, prima di lasciare posto ad un lungo silenzio in attesa della risposta di Khartim.
“batlh qelDI' tlhIngan, lumbe' [n.d.r. un klingon non rimanda una questione d’onore]– la risposta di Khartim giunse senza esitazione – un klingon non rimanda una questione d’onore e proprio questo nostro modo di essere farà sì che non sia infangata questa divisa che ho sempre onorato, ma se un giorno Kahless vorrà farmi realmente incontrare mio padre, allora sarà il giorno che ritornerò ad essere il guerriero che sono sempre stato e lascerò il fuoco dentro me infiammare il mio sangue. Sarà la strada dell’onore a condurmi da lui se realmente ciò che si dice è vero”
“Prepara un elenco degli uomini di cui hai bisogno ed avvisami per quando sarà pronta alla partenza L'IKV Iw'LoDnI'pu. Non dimenticare di individuare coloro che comanderanno la stazione in nostra assenza. Questo è quanto, ora liberami della tua presenza” il tono deciso di Rip’ken non dava adito ad obiezioni.
“Luq [n.d.r. Sì, Signore]” Khartim sorpreso dal Sa’ uscì dall’ufficio.
Starbase Khitomer – Alloggio HoD Khartim – ore 17:00
Un velo di tristezza oscurava il suo volto ed un pensiero ricorrente si ripeteva nella sua mente *reH DuSIgh vavlI'*. [n.d.r. tuo padre è sempre parte di te]
“tuo padre sarà sempre parte di te, questo mi è stato insegnato ed ora mi è stato affidato il compito di ridargli onore se ne è stato privato” pronuncia queste parole colmo di tristezza.
Sono un essere senziente oppure no ... come posso dirlo se la mia esistenza è legata ai sogni senza di essi non esisto, senza l'opportunità di interagire non esisto ... Mi muovo come un burattino ed altri mi manovrano, ma non sono il burattinaio ... non sono il suo alter ego ... se fossi stato un fumetto almeno potevo esistere con le nuvole parlanti ... ma io no, sono evanescente ... se non tramite altri ... nessuno può sapere le mie gesta ed i sogni che vivo e che creo per altri
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domenica 4 dicembre 2011
1.01 - Khartim – Il passato che ritorna
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